Compe prepaare il pesce spada con le olive

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Posted on : 16-05-2012 | By : lorenzo_bianchetti | In : Alimentazione
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Sta per avvicinarsi l’ estate e il desiderio di sentirci belli ed in forma aumenta, essere al top per l’ estate, poter girare con gli amici senza maglietta senza nascondersi sotto strati di velo per nascondere le nostre imperfezioni e pecche dovute ad un regime alimentare non proprio salutare.
Si iniziano così le diete più disparate, una lotta contro il tempo che incessante ci sfugge, una lotta per sentirci a proprio agio con il nostro corpo, ma con un po’ di pesce in più e sport la linea verrà ritrovata in meno che non si dica.
Il pesce azzurro è la tipologia di pesce meglio indicata per le diete, perché sono un alimento ricco di Omega 3, principio  nutritivo essenziale per il nostro organismo in quanto fa bene al cuore, aiutandone la circolazione.
Il pesce spada rientra in questo gruppo e i metodi di consumazione sono svariati, tra le ricette consigliate vi sono degli ottimi bocconcini di pesce spada con le olive con cui potrete stupire i vostri amici; i tempi di preparazione sono minimi, in circa 25 minuti preparate un’ eccellente piatto.
Prendete una padella abbastanza capiente e fate rosolare uno spicchio di aglio e un peperoncino sino a giungere a doratura e poi mettete i bocconcini di pesce spada.
Appena sarà bene rosolato  sfumate con un po’ di vino bianco; prendere dei pomodorini e tagliarli a metà e metterli in padella aggiungete le olive nere e verdi denocciolate con qualche foglia di basilico.
Coprire la padella con un coperchio e lasciar cuocere per 5 minuti ed il piatto è pronto da essere servito in tavola.


Omega 3 come soluzione per il cancro

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Posted on : 07-05-2012 | By : lorenzo_bianchetti | In : Alimentazione, Cucina e Ricette, Salute e Benessere, Scienza e Tecnologia
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L’ Ospedale Christie di Manchester, dopo svariati anni di ricerca ha effettuato una scoperta miracolosa finiti su molti giornali e riviste di medicina.
La ricerca consisteva nell’ aver scoperto che l’ olio di pesce e più nello specifico un suo componente attivo, l’ Omega 3, è capace di rallentare e fermare le forme più aggressive di cancro alla prostata.

Gli studi sono stati condotti portando avanti due tipi di dieta, la prima dieta a base di omega 3, invece la seconda ha sfruttato l’ omega 6, contenuto nell’ olio di olive, arachidi e altri semi.
È emerso che l’ omega 6 addirittura facilita il compito del cancro nel moltiplicarsi, nella metastasi invero; l’ omega 3 invece sembra proprio che interferisca con questo processo rallentando e fermandone la continua espansione.
Il pesce azzurro in particolare, come il salmone o il tonno, perché è la specie più ricca di questo favoloso elemento, in grado di trasformarsi in un perfetto toccasana per la saluta degli adulti e non solo, anche per i bambini.
Tra le curiosità si dice che sia anche di beneficio per curare la depressione.

L’ estate ormai è alle porte e non si ha voglia di cucinare un piatto caldo, un piatto freddo e veloce può essere la soluzione ideale.
Si può per esempio preparare del semplice e buon riso freddo, basta cuocere il riso alla mattina o direttamente la sera prima e all’ ultimo si possono aggiungere i condimenti che più ci aggradano comprare direttamente del condimento freddo per il riso, aggiungendo una o due uova sode e del buon tonno in scatola.


La chirurgia estetica fa bene alla salute

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Posted on : 27-04-2012 | By : mlbadv | In : Alimentazione, Medicina, Salute e Benessere
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Secondo la ricerca scientifica svolta negli U.S.A., la diminuzione dei livelli presenti nel sangue di trigliceridi e la conta dei leucociti dopo la chirurgia estetica ed in particolare a seguito della liposuzione hanno un effetto positivo sulla diminuzione sistemica dello stato infiammatorio, e potrebbe spiegare il ruolo dell’adipe sottocutaneo in rapporto a quello viscerale per quanto riguarda alcuni meccanismi patologici.

I soggetti che si sono stati studiati sono stati sottoposti ad interventi di chirurgia estetica per il rimodellamento del corpo (liposuzione / addominoplastica) potrebbero veder trasformato il metabolismo diventando meno soggetto a patologie cardiovascolari ed altre malattie.

Lo studio scientifico ha rivelato che i pazienti con livelli di trigliceridi normali non hanno subito alcuna variazione significativa dopo la liposuzione. Mentre i pazienti con livelli altri di trigliceridi (> 150 mg / dL ) hanno dimostrato una diminuzione del 43%. Effettivamente, il 62% dei pazienti i cui valori erano a rischio prima dell’ intervento ha presentato valori normali dopo la liposuzione. Valori di trigliceridi maggiori a 150 mg/dL sono collegati ad un maggiore rischio di ictus, diabete di tipo 2, patologie coronariche e cardiocircolatorie.

I ricercatori hanno studiato i dati di 322 pazienti (270 donne / 52 uomini). ll 22% degli stessi aveva un indice di massa corporea superiore a 30 e cioè erano obesi. Sono stati eseguiti esami ematochimici prima dell’ intervento, dopo un mese e dopo 3 mesi.

I risultati relativamente ai valori dei trigliceridi sono sorprendenti: i livelli medi di trigliceridi si è abbassato del 26%. Il 37 % dei pazienti studiati prima della chirurgia presentava valori superiori al massimo (> 150 mg / dL ). Dopo la chirurgia questo valore è sceso a 18%. I valori ottenuti con i pazienti operati di addominoplastica sono meno significativi. La ricerca scientifica è stata illustrata nella conferenza annuale della American Society of Plastic Surgeons (ASPS) e divulgata dalla Pallaoro Medical Laser.

La riduzione del grasso presente nel corpo ha modificato le proporzioni di massa. Maggiore è stata la diminuzione del rapporto massa grassa / massa totale e più accentuata si è dimostrata la riduzione dei valori di trigliceridi. L’  entusiasmante risultato deve necessariamente essere approfondito per capire l’esatto meccanismo tra grasso sottocutaneo in relazione alle patologie sopraindicate.

Gli studiosi hanno inoltre osservato una diminuzione sostanziosa del numero di globuli bianchi 3 mesi dopo gli interventi chirurgici praticati. Precedenti ricerche scientifiche hanno verificato che gli individui con più alto numoero leucociti hanno un rischio nettamente maggiore relativamente a patologie coronariche. Nessuna modifica significativa è stata registrata per i valori del colesterolo.

In conclusione questa ricerca afferma che alcuni interventi di chirurgia estetica come la liposuzione o l’ addominoplastica riducono il rapporto tra massa grassa e massa totale. Questa diminuzione si è dimostrata causa dell’ abbassamento del livello di trigliceridi e del numero di leucociti presenti nel sangue. Questo abbassamento è collegato con una netta riduzione di rischi di alcune malattie gravi. I risultati ottenuti comunque richiedono conferme di lungo periodo ma stando ai dati attuali, la chirurgia estetica non solo ci fa più belli ma anche più sani.

 


Capsule di caffè biodegradabili: il caffè di qualità che ama l’ambiente

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Posted on : 20-04-2012 | By : ComunicazioneChiara | In : Alimentazione
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Siamo da sempre abituati ad utilizzare le capsule di caffè tradizionali, realizzate con involucri in plastica non biodegradabili: pratiche, comode da utilizzare e dal risultato impeccabile.
Il mercato si sta però adeguando a nuove richieste che provengono dai consumatori, ed è così che i marchi di caffè più attenti alla tutela dell’ambiente hanno deciso di creare delle nuove capsule di caffè che non inquinano più: si tratta delle capsule di caffè biodegradabili.

Il consumatore non troverà controindicazioni nel loro utilizzo, ma al contrario potrà usufruire di tanti vantaggi.
Queste nuove capsule di caffè biodegradabili non hanno infatti nulla da invidiare alle capsule tradizionali.
La qualità delle miscele di caffè che sono state utilizzate è altissima ed i chicchi sono stati accuratamente selezionati per offrire un prodotto di alto livello.
Il fatto che la capsula che contiene la miscela sia realizzata in materiale biodegradabile non compromette la corretta conservazione dell’aroma e del gusto della polvere di caffè, ma al contrario la preserva dall’aria e dal contatto con sostanze che potrebbero in qualche modo alterarla, conservandone quindi di fatto tutte le migliori caratteristiche.
Questi prodotti contengono 7 grammi di caffè, ovvero la quantità ideale per preparare una tazzina di caffè: né troppa e né poca. Con la giusta quantità di polvere si potrà quindi preparare un caffè eccellente, traendone il massimo gusto senza possibilità di errore.

Esistono diversi gusti disponibili tra cui scegliere. Le capsule di caffè biodegradabili si possono acquistare infatti online sotto forma di caffè decaffeinato, ma si possono reperire anche altri tipi di proposte diverse, realizzate con mescolanze di pregiata qualità Arabica e Robusta.

Le altre caratteristiche che rendono preziosi questi prodotti sono tutte legate alla loro grande praticità d’uso.
Permettono infatti di preparare velocemente tutti i caffè che si desiderano, senza sporcare il piano di lavoro e senza aver bisogno di lunghe operazioni per la successiva pulizia e manutenzione della macchina del caffè.

Sono inoltre molto facili da utilizzare, adatte quindi anche alle persone anziane che non hanno troppa dimestichezza con l’uso di apparecchi tecnologici e ideali per chi si sta accostando a questa metodologia di preparazione per la prima volta.

Oltre a tutto questo hanno poi una peculiarità che le caratterizza profondamente, che è quella legata alla loro biodegradabilità. Anche le persone più attente alle problematiche ambientali e al tema dell’inquinamento troveranno infatti piacere nell’utilizzo di queste capsule di caffè ecologiche, che si degradano senza lasciare tracce nell’ambiente circostante.
Questi nuovi prodotti rappresentano quindi un grande passo in avanti nell’ambito della tutela ambientale, conservando tutti i vantaggi della preparazione a casa o in ufficio di un caffè di alta qualità.
Dott.ssa Chiara Bardini – Responsabile comunicazione Toro Caffè
www.torocaffe.com   info@torocaffe.com


Dieta non vuol dire sacrifici e regimi alimentari strampalati

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Posted on : 18-04-2012 | By : Kate_V | In : Alimentazione, Salute e Benessere
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Molte donne hanno capito che un corpo sano e snello non è detto si ottenga per forza per via di dure privazioni di cibo e diete drastiche, passando attraverso pranzi a base di sedano e carote, ma che forse la via da seguire è un’altra.

Scegliere una o più attività fisiche, anche diverse a seconda delle stagioni, aiuta a bruciare più calorie, accelera il metabolismo e anche se la bilancia non dichiara un passivo, procura un corpo più armonioso e capace di stare al passo con la frenetica vita contemporanea.

Molte credono ancora che l’unica ricetta per apparire bella sia quella di dimagrire: pubblicità e modelli esteriori effettivamente continuano a sottintendere questa equivalenza, a partire dall’ambiente della moda, dove si annidano moltissimi problemi.

Modelle anoressiche o bulimiche continuano a occupare le prime pagine delle principali testate femminili, definendo le copertine, e insieme con esse, l’immaginario femminile e le nuove diete.

Si traducono poi in breve tempo in quello maschile, che si lascia spesso trascinare in questo pregiudizio, come se davvero il parametro principale della bellezza sia dato unicamente dall’ago di una bilancia.

Per l’uomo invece succede più spesso che la dieta segua un orientamento funzionale all’attività fisica prescelta, così da potenziarne gli effetti, accorciando i tempi entro cui è possibile apprezzare i primi risultati dello sforzo.

Tutti i maschi che frequentano le sale pesi, ad esempio, finiscono per seguire diete specifiche ad alto tasso proteico, riducendo le calorie e aumentando la materia destinata a formare la massa muscolare, obiettivo finale di ogni attività culturistica.

Una soluzione intelligente sarebbe invece seguire diete che riscoprano la tradizione della cucina locale, basata su ingredienti semplici, non lavorati, e dalla presenza massiccia di frutta e verdura.


Perchè bisogna alimentarsi bene

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Posted on : 16-04-2012 | By : AliCor | In : Alimentazione
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La maggior parte delle persone si rende conto di quanto sia importante una alimentazione adeguata solo quando si trova di fronte a problemi di natura digestiva di particolare rilevanza. Gli esseri umani sono fatti così: tendono ad adagiarsi sugli allori ed eccedere in sregolatezze quando va tutto bene, ed aprono gli occhi solo quando il loro benessere viene intaccato in qualche modo.

Ormai la scienza ha confermato in tutte le salse che alimentarsi correttamente è uno dei fattori che più di ogni altro influiscono sulla salute ed il livello di benessere di una persona. Lo dice anche un vecchio modo di dire: “Siamo quello che mangiamo”, e non potrebbe essere più vero. Il nostro corpo assimila i componenti di ciò che mangiamo e, a partire da questi, ricava le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno per sopravvivere.

Se, però, quello che mangiamo non è utile o, ancora peggio, contiene sostanze nocive al nostro organismo, potete stare certi che quest’ultimo se ne accorgerà, inviandoci dei chiari segnali. I malesseri dell’apparato digerente come la gastrite, la colite e così via, sono pertanto dei semplici campanelli d’allarme che devono spingerci a modificare le nostre abitudini alimentari e ad assumere le sostanze più adatte alla nostra costituzione.


Come NON servire lo champagne

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Posted on : 12-04-2012 | By : vinicolamente | In : Alimentazione
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Di seguito un elenco di atteggiamenti, usi e costumi da evitare assolutamente quando si ha a che fare con champagne e spumanti di pregio.

Non raffreddare troppo lo champagne: anche se non deve essere caldo, è molto peggio servirlo troppo freddo o addirittura quasi ghiacciato;

Non riempire solo a metà il secchiello del ghiaccio: finirai per raffreddare solo metà della bottiglia. Aggiungi acqua e sale al ghiaccio in modo che il ghiaccio si sciolga piu’ velocemente e si raffreddi piu’ velocemente anche la bottiglia;

Non raffreddare i bicchieri prima di servire lo champagne riempiendoli di cubetti di ghiaccio o di ghiaccio tritato, non stai facendo un martini! Questo sistema avrà un impatto negativo sul perlage e sul bouquet dello champagne.

Non nascondere l’etichetta e non avvolgere la bottiglia in un tovagliolo come se fosse un neonato. Questa (pessima) usanza è nata nei nightclubs parigini per nascondere le etichette di champagne dozzinali cosi’ da non far capire al cliente che invece lo si era fatto pagare come un grande champagne.

Sicuramente avrai bisogno di un tovagliolo per asciugare l’acqua in eccesso quando toglierai la bottiglia dal secchiello, ma dovrai tenerlo in mano.

Non capovolgere mai una bottiglia vuota nel secchiello del ghiaccio!! Mostra una volgarissima mancanza di rispetto verso il prezioso vino che hai appena bevuto e, ancor peggio, una mancanza di tatto nei confronti degli ospiti con cui l’hai condiviso;

Non roteare lo champagne nel bicchiere come un sommelier esperto fa con i vini fermi. I Francesi lo chiamano “abbattimento di uno champagne” perché scuotendo le bollicine nel bicchiere si puo’ arrivare a compromettere in 30 secondi quello che è stato prodotto in 3 anni!

Non fare il “battitore di champagne da spogliatoio”. Quando servi questo vino cosi’ elegante cerca di non fare il campione di Super Bowl che agita la bottiglia forsennatamente perché deve versare il suo contenuto addosso ai compagni di squadra, piuttosto che gustarselo!


Come riconoscere e curare la gastrite

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Posted on : 02-04-2012 | By : AliCor | In : Alimentazione
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Si tratta di uno dei problemi a carico dell’apparato digerente che mietono più vittime in Italia, e la ragione è molto semplice: la reale causa di questo problema viene sottostimata in modo incredibile. Sto parlando del fatto che la maggior parte delle persone che soffrono di questo disturbo non seguono una alimentazione corretta, troppo poco sana e bilanciata. E’ fondamentale, infatti, e si vuole risolvere questo problema una volta per tutte, comprendere l’importanza del rapporto che intercorre fra l’alimentazione e questo disturbo, andare da uno specialista e iniziare a seguire una dieta per gastrite personalizzata ed efficace.

Iniziamo, però, dalla prima cosa in ordine cronologico: come riconoscere la gastrite? Come capire se soffriamo davvero di questo disturbo? Di seguito, presenterò una lista completa ma non esaustiva dei sintomi più frequenti. Molto spesso, nella stragrande maggioranza dei casi, tre o più di questi campanelli d’allarme si manifestano contemporaneamente. E’ quindi consigliabile fare attenzione ai segnali che ci invia il nostro organismo, perchè la risposta ai nostri interrogativi potrebbe essere proprio davanit ai nostri occhi.

I sintomi più comuni

 

Ecco, dunque, i sintomi più comuni. Se noterai di averne due o più, ti consiglio di prendere carta e penna e compilare una tabella con gli alimenti che consumi abitualmente durante la settimana. Ti sarà utile, come ti spiegherò più avanti.

  • Vomito;
  • Bruciori di stomaco;
  • Nausea;
  • Stomaco gonfio;
  • Senso di costipazione;
  • Problemi del transito intestinale;
  • Acidità di stomaco.

 

Come curarla

 

L’unico modo, come dicevo, è cambiare completamente (ma con gradualità) il proprio regime alimentare. E’ sufficiente creare una tabella in cui vengono annotati i cibi che consumiamo con più frequenza nel corso della settimana. Anche se ad alcuni potrebbe apparire come una inutile perdita di tempo, è davvero l’unico modo per venirne a capo. Alla fine, il vostro stato di salute migliorerà drasticamente, e sarà così che la vostra serietà sarà ricompensata.

Ecco alcune linee guida generali riguardo ad una alimentazione corretta vera e propria, che sia efficace per curare questo disturbo. I cibi da eliminare completamente sono il pepe, il pane bianco, il latte e i suoi derivati, gli agrumi, l’alcol e le bevande gassate. Si raccomanda, invece, di mangiare zuppe calde a base di verdure (zucchine, sedano e carote), di bere tisane e molta acqua calda a temperatura corporea.

Entro una settimana, i cambiamenti in positivo saranno evidenti.


Il pesce fa bene

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Posted on : 29-03-2012 | By : lorenzo_bianchetti | In : Alimentazione, Animali, Cucina e Ricette
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Quando si parla di pesce azzurro non ci si riferisce ad una categoria unica, ma più che altro a un gruppo di pesci che sono accomunati dalle stesse caratteristiche, come la medesima colorazione; dimensioni e forme.

Anche le sardine e le alici/acciughe sono considerati azzurri per vie della loro colorazione, anche se questa è l’ unica caratteristica in comune con i pesci azzurri.

È un alimento eccezionale, con un carne davvero buona e saporita al palato

Come i grassi vegetali, quelli del pesce azzurro sono caratterizzati per il fatto che sono colmi di composti “insanturi”.

Infatti sono ricchi di Omega Tre, è un grasso di fondamentale importanza per il nostro corpo perché proteggono il nostro cuore aiutando la circolazione sanguinea e cervello prevenendo i rischi di malattia quali Alzheimer, l’ infarto e l’ aterosclerosi.

Tutti gli esperti consigliano la consumazione di pesce azzurro all’ incirca due volte nel corso della settimana sicché da appagare il fabbisogno minimo i tale grasso.

Tra gli altri minerali di cui è ricco si ricordano le vitamine B12,D,E che contribuiscono al rinnovo dei tessuti oganici; infine il pesce azzurro è un alimento ricco di fosforo, selenio e iodio


Ecco come riconoscere il vero Parmigiano Reggiano DOP

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Posted on : 29-03-2012 | By : kosmosol | In : Alimentazione
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È uno dei prodotti made in Italy in assoluto più copiato e contraffatto. Un po’ tutti provano a imitarlo. C’è il Parmesan americano, il Regianito argentino, il Parmesao brasiliano, il Parmezan rumeno e il Pamesello dal Belgio, sempre più spesso venduti come originali prodotti italiani.

Il vero e l’autentico rimane sempre il Parmigiano Reggiano DOP, l’unico a poter vantare una tradizione lunga almeno sette secoli. Ma come riconoscerlo fra i tanti tentativi d’imitazione che potrebbero passare sotto i nostri occhi? Il Consorzio del Parmigiano Reggiano è da sempre attento alla tutela del suo prodotto. La garanzia di trovarci di fronte a un vero Parmigiano Reggiano DOP ce la dànno alcuni segni caratteristici impressi sulla parte esterna del formaggio. Imitarli alla perfezione è pressoché impossibile, per cui aguzziamo la vista e facciamo sempre attenzione quando andiamo ad acquistare il nostro formaggio Parmigiano.

Ecco i segni distintivi che devono essere assolutamente presenti su ogni forma intera di Parmigiano Reggiano DOP:

  • Marchio ovale: è il marchio impresso a fuoco dal Consorzio al termine dell’affinamento e dell’esame di qualità. La presenza di questo simbolo indica che la forma di Parmigiano è in possesso dei requisiti prescritti dallo standard produttivo. Il marchio viene impresso sulla parte esterna del formaggio, al centro dello “scalzo”, la parte laterale della forma.
  • Mese e anno di produzione: poco sotto al marchio ovale, impressa in modo indelebile, troviamo l’indicazione del mese dell’anno di produzione, informazione che, fra l’altro, ci può aiutare a conoscere la stagionatura del prodotto.
  • Numero di matricola: anche questo è impresso su ogni forma, appena sopra al marchio ovale del Consorzio. Si tratta di un codice numerico che permette di risalire al caseificio produttore della forma attraverso la consultazione di un apposito prontuario distribuito dal Consorzio.
  • Su tutta la superficie della forma corrispondente allo “scalzo” viene impressa in modo indelebile la scritta “Parmigiano Reggiano”, che identifica senza ombra di dubbio il prodotto.

Questo per quanto riguarda la forma intera di Parmigiano Reggiano. Ma se acquistiamo del formaggio preconfezionato? In questo caso, il Consorzio ha stabilito la presenza obbligatoria del suo marchio sull’etichetta. Senza di questo, il formaggio non è Parmigiano Reggiano DOP. Come abbiamo appena imparato, bastano pochi attenti esami per riconoscere il Parmigiano Reggiano da una qualunque imitazione. Buon appetito a tutti!