La fortuna è un premio da vincere. L’avventura è la via per arrivarci
O. Henry
Poche esperienze permettono di trovarsi coinvolti nella natura quanto l’osservazione di animali selvatici nel loro habitat naturale.
Caprioli e cinghiali in cui imbattersi, tracce di un lupo da seguire sono eventi frequenti in zone ancora intatte, dal punto di vista naturalistico, come il Mugello, nell’Appennino tosco-emiliano.
Qui è possibile osservare le giostre d’amore o le lotte dei cervi a primavera, se si ha cura di adottare alcune semplici regole per non farsi scoprire e non disturbare gli animali.
Negli ultimi anni questo tipo di osservazione è facilitato dall’utilizzo di strumenti quali il digiscoping, che permette di associare un telescopio a una macchina fotografica per ottenere degli ingrandimenti notevoli, pur rimanendo ad una distanza tale da non disturbare i soggetti osservati.
Ma la tecnica non è tutto: non è indispensabile avere strumenti costosi per ottenere belle foto, serve piuttosto la capacità di restare fermi ad osservare per ore e ore, in silenzio e in solitudine, per cogliere il gesto di un animale libero, che in nessun altra condizione potrebbe manifestarsi.
Come prepararsi per l’osservazione
- Preparazione fisica. Osservare dal vivo gli animali selvatici richiede una buona condizione fisica. Devi essere in grado di camminare silenziosamente e stare fermo nella stessa posizione per molte ore, per questo una buona padronanza muscolare è indispensabile.
- Preparazione psicologica. Armati di pazienza: devi riuscire a resistere un’intera giornata da solo e nel più assoluto silenzio. Qualunque cosa accada, un potenziale starnuto o il disturbo di una zanzara, ignorala. Devi allenare la tua forza di volontà, oltre ai muscoli.
- Impara a star fermi come una statua. Riuscire a mantenere la propria posizione per un tempo sempre maggiore, ti permetterà di aumentare progressivamente la tua consapevolezza e la capacità di restare in silenzio.
- Muoviti come un animale. Osserva il modo in cui gli animali sono capaci di arrestare il proprio movimento per allertare tutti i sensi alla scoperta di un pericolo. Devi riuscire ad alternare movimento e fermata con la stessa fluidità e, soprattutto, farlo in silenzio. Fai attenzione a dove poggi i piedi, in modo da non far scricchiolare rami secchi.
- Studiate le abitudini degli animali. Se ti trovi all’interno di un parco naturale puoi chiedere informazioni sui luoghi e sugli orari migliori per l’osservazione ad una guardia forestale, sperando che ti permetta di seguirla in uno dei suoi giri di ricognizione.
Come scegliere la postazione
La scelta del punto migliore per l’osservazione e il posizionamento degli strumenti fotografici è basilare per la riuscita di una giornata di digiscoping. Ecco come riuscirci:
- Fai un sopralluogo con la strumentazione al seguito. Le macchine fotografiche professionali e i loro accessori sono più pesanti degli apparecchi standard e per questo potrebbe non essere possibile utilizzare postazioni difficili da raggiungere, come le torrette di avvistamento. Inoltre, scegliere in anticipo un punto di riferimento fisso ti permetterà di preparare in anticipo le focali ottimali.
- Individua i punti di entrata e di uscita dalla ‘scena’ degli animali.
- Considera il giro del sole per calcolare l’incidenza della luce all’alba e al tramonto, orari in cui è più facile vedere gli animali.
- Rimani sottovento, ossia assicurandoti che il vento soffi dall’animale verso di te e non viceversa, in modo da non fargli arrivare il tuo odore.
Attrezzati per ogni evenienza
- Fai in modo di essere sul luogo di osservazione fin da prima dell’alba, in modo da anticipare gli animali e non disturbarne l’attività. Se intendi invece fotografarli al tramonto appostati in pieno giorno e attendi pazientemente.
- Porta sempre con te un binocolo, assicurandoti di averne verificata la qualità di visione al tramonto, ora in cui non tutti gli strumenti hanno la stessa resa.
- Scegli ottiche che garantiscano la massima luminosità e ingrandimenti soddisfacenti. Gli animali si muovono molto velocemente, per questo un treppiede stabile ed un telecomando sono indispensabili per evitare che tante ore di fatiche siano vanificate dall’effetto ‘micromosso’.
- Se non indossi la mimetica, assicurati comunque che i tuoi abiti siano a tinta neutra e non portare addosso niente che possa luccicare e richiamare l’attenzione.
- Porta con te un cappello e un’ottima protezione solare. Partire da casa in piena notte potrebbe far dimenticare che durante le ore centrali della giornata il rischio di un colpo di sole è molto alto.
L’osservazione vera e propria
- Fermati istantaneamente non appena l’animale manifesta il minimo segno di nervosismo.
- Cammina restando il più aderente possibile al terreno e approfitta di ogni riparo. Camminare sulla cima di una collina garantisce sicuramente una miglior visuale, ma ti rende maggiormente individuabile sullo sfondo del cielo.
- Crea il momento ideale per fotografare: un piccolo fischio o un discreto richiamo effettuati con il dito già pronto sul pulsante ti permetteranno di cogliere l’animale nel momento in cui alza la testa.
- Una volta registrata l’uscita di scena degli animali, attendente che si siano allontanati prima di procedere a smantellare la vostra postazione. L’ideale sarebbe attendere il crepuscolo per essere sicuri che gli animali non ti vedano.
Spendere una giornata col digiscoping significa essere a contatto con la natura come non mai. Camminare attraverso boschi, prati in quota, ruscelli da risalire fino alla sorgente sarà un’esperienza unica, che varrà la pena anche se non dovessi riuscire ad avvistare alcun animale.
Matteo Salci è un ex cacciatore. Nel 2010 frequenta un corso di digiscoping presso il Country Resort Monsignor della Casa e la bellezza di ciò che riesce a vedere da vicino lo convince ad abbandonare definitivamente il fucile per la macchina fotografica.
Per info: http://www.monsignordellacasa.com/it
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