Rimedi contro le zanzare: quelli naturali sono più efficaci

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Posted on : 16-05-2012 | By : stefanobrosca | In : Ambiente, Animali
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Ogni anno con l’avvicinarsi dell’estate si ripropone il fastidioso problema delle zanzare, che lungi dall’essere stato contenuto con le numerose bonifiche, si è anzi intensificato a causa della proliferazione di specie non autoctone, come le temutissime zanzare tigre.

La difficoltà maggiore nella lotta alle zanzare consiste nella totale inefficacia dei metodi adulticidi; rilasciare grosse quantità di agenti tossici, oltre a non avere giustificazioni scientifiche, è particolarmente pericoloso per l’ambiente. L’unica strada per combattere la diffusione del numero di zanzare è la prevenzione, intesa sia come eliminazione dei bacini di riproduzione che delle larve stesse.

Come noto, le zanzare vivono lo stadio larvale completamente immerse in acqua, quindi l’accorgimento principale da tenere è di eliminare il più possibile le acque stagnanti. Purtroppo per quanto si possa essere diligenti e precisi ci sono acque che non si possono eliminare, come gli scarichi fognari, stagni, fontane o piscine, quindi è necessario intraprendere azioni che limitino il numero di larve.

Il sistema larvicida è il più utilizzato in assoluto, in quanto esistono prodotti a basso costo e facilmente reperibili, come il Diflubenzuron e  lo Pyriproxyfen. Questi prodotti pur rientrando nella categoria PMC (presidi medico chirurgici) possono essere utilizzati anche da privati, in ogni caso però è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti del settore per qualsiasi tipo di intervento.

Un metodo che ha negli ultimi anni riscontrato parecchio successo è la lotta biologica. Alcune specie di pesci come la Gambusia o il comunissimo pesce rosso, che si cibano appunto di larve, riescono a tenere sotto controllo il numero degli adulti. Il limite di questo metodo è dato dal fatto che queste specie non possono essere introdotte in acque interne (fiumi o laghi) perché causerebbero forti scompensi all’ecosistema, quindi l’utilizzo si circoscrive alle acque chiuse, come fontane o bacini di irrigazione.

Un metodo di recente ideazione è lo Sterile Insect Technique (SIT), che prevede l’allevamento di zanzare sterili che dovrebbero andare a sostituire le altre. L’efficacia reale di questo trattamento è ancora tutta da verificare ma pare possa dare degli ottimi risultati in prospettiva. La sperimentazione si sta concentrando per la lotta alle zanzare anofele, vettori della malaria in Africa,  ma in caso di risultati positivi si potrà introdurre anche in Europa.


Vediamo com’è composta l’alimentazione giusta di un cane

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Posted on : 07-05-2012 | By : addestrareuncane51 | In : Animali
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Ogni animale, per garantire il suo sostentamento tutti i giorni, necessita di alimentarsi. Questo concetto è sicuramente chiaro a tutti perché noi, in quanto essere viventi, ci nutriamo a nostra volta. Così come noi, esistono moltissimi diversi esseri viventi che hanno bisogno di alimentarsi, e tra questi abbiamo i nostri cari amici animali domestici. Chi possiede un cane, deve alimentarlo in maniera giornaliera con dei pasti che si adattino per lui. Difatti, ogni essere vivente non si nutre del medesimo cibo da noi consumato, ma possiede abitudini alimentari differenti.

 

 

Specialmente quando è cucciolo, si dovrebbe comprendere come educare un cucciolo, e ci si dovrebbe garantire che tutti i cibi che si decide di somministrare all’animale debbano andare a colmare l’intero bisogno alimentare dell’animale. Per comprendere la corretta quantità di cibo che bisogna dare al cane come cibo si potrebbe fare riferimento alla sua taglia, che può essere di diversi tipi. Le razze del cane potrebbero essere di 4 tipologie diversi, ovvero Mini, Medium, Maxi e Giant, naturalmente una più grande della precedente. In sintesi, le tipologie di alimenti sono sempre le medesime, ma ovviamente variano le dosi secondo la taglia.

 

 

Per quanto concerne il cibo, si necessita di dividere due pensieri diverse. Difatti, ci sono dei padroni che preparano per il loro cane, e mentre abbiamo diversi altri proprietari di cani che preferiscono comprare al loro cane cibo in scatola. I suggerimenti sono che, nel caso in cui vogliate cucinare da voi il pasto del vostro cane, dovrete stare attenti non poco, perché molti cibi che per l’uomo sono sani, per il cane al contrario sono dannosi. Nel caso in cui vogliate acquistare al vostro cane cibi già cucinati, si presentano alimenti secchi e alimenti. Quelli secchi sarebbero meno esosi, apportano il giusto ammontare nutrizionale al cane ma dovrebbero essere affiancati da una ciotola d’acqua. Quelli umidi al contrario sarebbero un po’ più dispendiosi, non possono venire conservati molto tempo nel frigo una volta aperti.

 

 

Un secondo discorso molto importante da effettuare è quello che parla dello spazio che il cane dovrà occupare in casa vostra. È buona regola preservare al proprio cane un settore della vostra casa e arredarlo in maniera consona, in modo tale che l’animale ci si abitui e capisca che quello è il suo territorio. Ancora, sarebbe buona norma lavare le scodelle quando il cane finisce di mangiare, così da assicurare un’ottima igiene sia alla zona sia al cane. Una volta selezionato l’angolo da dedicare al cane non bisogna per nulla di cambiarlo, proprio per le motivazioni prima dette. Queste notizie si possono trovare in risorse come per esempio Internet oppure uncorso addestramento cani.

 

 

 

 


Uomini e animali domestici: una passione e un lavoro

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Posted on : 27-04-2012 | By : stepius | In : Animali
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Il rapporto tra uomini ed animali domestici è complesso ed affascinante. Spesso sono gli animali ad aiutare gli uomini: basta pensare ai cani guida per non vedenti o a quelli di pronto soccorso in caso di valanghe o rischio di annegamento. Da non trascurare nemmeno il ruolo dei cani poliziotto, su cui è fiorita anche qualche buona sceneggiatura televisiva. Ma gli animali sono sempre più protagonisti anche di interventi terapeutici veri e propri, come nel caso della pet therapy, una co-terapia che affianca le cure tradizionali grazie all’interazione tra uomo ed animale. Ci sono infatti casi in cui un animale permette di instaurare un nuovo rapporto emotivo con il paziente e, tramite questa relazione, stabilire sia una modalità di comunicazione paziente-animale-medico sia generare la partecipazione attiva del paziente. Tra gli esempio di pet therapy più conosciuti ci sono l’ippoterapia, con i cavalli, e l’onoterapia, con gli asini: entrambe le cure hanno rilevanza nella risoluzione di disturbi neuromotori.

Da quanto detto, si evince che occuparsi di animali domestici non è così scontato come sembra: da questo punto di vista può essere utile un corso come quello del Centro Europeo di Formazione. Gli sbocchi professionali restano molto variegati ma hanno alcuni aspetti di fondo comuni: che si tratti di assistente veterinario, toelettatura o servizi di accompagnamento, occorre conoscere le caratteristiche e le necessità degli animali. Soprattutto occorre amarli e saperne rispettare le individualità.
Non basta quindi la semplice voglia di lavorare con gli animali, serve invece una vera e propria vocazione che corrobori la relazione che si instaura sia con gli animali sia con i loro proprietari.

Un corso di animal care ha come sbocco naturale l’impiego in ambulatori veterinari privati, canili e pensioni private o pubbliche, allevamenti di animali di razza, saloni di toelettatura, pet shop, centri di educazione di cani da compagnia, centri di pet therapy o dog walking.


Wild watching perfetto con le 4 mosse del digiscoping

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Posted on : 27-04-2012 | By : Matteo Salci | In : Animali, Tempo libero, Viaggi e Turismo
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La fortuna è un premio da vincere. L’avventura è la via per arrivarci

O. Henry

Poche esperienze permettono di trovarsi coinvolti nella natura quanto l’osservazione di animali selvatici nel loro habitat naturale.

Caprioli e cinghiali in cui imbattersi, tracce di un lupo da seguire sono eventi frequenti in zone ancora intatte, dal punto di vista naturalistico, come il Mugello, nell’Appennino tosco-emiliano.

Qui è possibile osservare le giostre d’amore o le lotte dei cervi a primavera, se si ha cura di adottare alcune semplici regole per non farsi scoprire e non disturbare gli animali.

Negli ultimi anni questo tipo di osservazione è facilitato dall’utilizzo di strumenti quali il digiscoping, che permette di associare un telescopio a una macchina fotografica per ottenere degli ingrandimenti  notevoli, pur rimanendo ad una distanza tale da non disturbare i soggetti osservati.

Ma la tecnica non è tutto: non è indispensabile avere strumenti costosi per ottenere belle foto, serve piuttosto la capacità di restare fermi ad osservare per ore e ore, in silenzio e in solitudine, per cogliere il gesto di un animale libero, che in nessun altra condizione potrebbe manifestarsi.

Come prepararsi per l’osservazione

  • Preparazione fisica. Osservare dal vivo gli animali selvatici richiede una buona condizione fisica. Devi essere in grado di camminare silenziosamente e stare fermo nella stessa posizione per molte ore, per questo una buona padronanza muscolare è indispensabile.

 

  • Preparazione psicologica. Armati di pazienza: devi riuscire a resistere un’intera giornata da solo e nel più assoluto silenzio. Qualunque cosa accada, un potenziale starnuto o il disturbo di una zanzara, ignorala. Devi allenare la tua forza di volontà, oltre ai muscoli.

 

  • Impara a star fermi come una statua. Riuscire a mantenere la propria posizione per un tempo sempre maggiore, ti permetterà di aumentare progressivamente la tua consapevolezza e la capacità di restare in silenzio.

 

  • Muoviti come un animale. Osserva il modo in cui gli animali sono capaci di arrestare il proprio movimento per allertare tutti i sensi alla scoperta di un pericolo. Devi riuscire ad alternare movimento e fermata con la stessa fluidità e, soprattutto, farlo in silenzio. Fai attenzione a dove poggi i piedi, in modo da non far scricchiolare rami secchi.

 

  • Studiate le abitudini degli animali. Se ti trovi all’interno di un parco naturale puoi chiedere informazioni sui luoghi e sugli orari migliori per l’osservazione ad una guardia forestale, sperando che ti permetta di seguirla in uno dei suoi giri di ricognizione.

Come scegliere la postazione

La scelta del punto migliore per l’osservazione e il posizionamento degli strumenti fotografici è basilare per la riuscita di una giornata di digiscoping. Ecco come riuscirci:

 

  • Fai un sopralluogo con la strumentazione al seguito. Le macchine fotografiche professionali e i loro accessori sono più pesanti degli apparecchi standard e per questo potrebbe non essere possibile utilizzare postazioni difficili da raggiungere, come le torrette di avvistamento. Inoltre, scegliere in anticipo un punto di riferimento fisso  ti permetterà di preparare in anticipo le focali ottimali.

 

  • Individua i punti di entrata e di uscita dalla ‘scena’ degli animali.

 

  • Considera il giro del sole per calcolare l’incidenza della luce all’alba e al tramonto, orari in cui è più facile vedere gli animali.

 

  • Rimani sottovento, ossia assicurandoti che il vento soffi dall’animale verso di te e non viceversa, in modo da non fargli arrivare il tuo odore.

 

Attrezzati per ogni evenienza

 

  • Fai in modo di essere sul luogo di osservazione fin da prima dell’alba, in modo da anticipare gli animali e non disturbarne l’attività. Se intendi invece fotografarli al tramonto appostati in pieno giorno e attendi pazientemente.

 

  • Porta sempre con te un binocolo, assicurandoti di averne verificata la qualità di visione al tramonto, ora in cui non tutti gli strumenti hanno la stessa resa.

 

  • Scegli ottiche che garantiscano la massima luminosità e  ingrandimenti soddisfacenti. Gli animali si muovono molto velocemente, per questo un treppiede stabile ed un telecomando sono indispensabili per evitare che tante ore di fatiche siano vanificate dall’effetto ‘micromosso’.

 

  • Se non indossi la mimetica, assicurati comunque che i tuoi abiti siano a tinta neutra e non portare addosso niente che possa luccicare e richiamare l’attenzione.

 

  • Porta con te un cappello e un’ottima protezione solare. Partire da casa in piena notte potrebbe far dimenticare che durante le ore centrali della giornata il rischio di un colpo di sole è molto alto.

 

L’osservazione vera e propria

 

  • Fermati istantaneamente non appena l’animale manifesta il minimo segno di nervosismo.

 

  • Cammina restando il più aderente possibile al terreno e approfitta di ogni riparo. Camminare sulla cima di una collina garantisce sicuramente una miglior visuale, ma ti rende maggiormente individuabile sullo sfondo del cielo.

 

  • Crea il momento ideale per fotografare: un piccolo fischio o un discreto richiamo effettuati con il dito già pronto sul pulsante ti permetteranno di cogliere l’animale nel momento in cui alza la testa.

 

  • Una volta registrata l’uscita di scena degli animali, attendente che si siano allontanati prima di procedere a smantellare la vostra postazione. L’ideale sarebbe attendere il crepuscolo per essere sicuri che gli animali non ti vedano.

Spendere una giornata col digiscoping significa essere a contatto con la natura come non mai. Camminare attraverso boschi, prati in quota, ruscelli da risalire fino alla sorgente sarà un’esperienza unica, che varrà la pena anche se non dovessi riuscire ad avvistare alcun animale.

Matteo Salci è un ex cacciatore. Nel 2010 frequenta un corso di digiscoping presso il Country Resort Monsignor della Casa e la bellezza di ciò che riesce a vedere da vicino lo convince ad abbandonare definitivamente il fucile per la macchina fotografica.

Per info: http://www.monsignordellacasa.com/it

 

 

 


Come scegliere e conservare l’attrezzatura per equitazione

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Posted on : 18-04-2012 | By : Kate_V | In : Animali
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Quando si tratta quindi di acquistare i finimenti, cioè l’attrezzatura per l’equitazione, sia che si tratti del set completo o semplicemente di un singolo oggetto, bisogna mettere mano al portafoglio e cercare di non risparmiare a tutti i costi, perché spessissimo bassi costi corrispondono a scarsa qualità e viceversa, e si corre il pericolo di mettere a repentaglio sia la propria vita che quella del cavallo.

Tuttavia, se non sono utilizzati correttamente e soprattutto curati abitualmente, anche i materiali naturali e più resistenti possono deteriorarsi; così ad esempio il cuoio ha bisogno di continue cure, come il lavaggio costante dopo ogni utilizzo e al tempo stesso bisognerebbe evitare di esporlo a lungo all’umidità ma anche al calore ed alla luce, altrimenti si potrebbe crepare o addirittura spezzare.

Gli altri materiali utilizzati per le bardature del cavallo, come nylon, lino e cotone vanno anch’essi puliti e controllati periodicamente; stessa cosa per quanto riguarda gli oggetti in metallo che necessitano di pulitura con specifici liquidi adatti.

Per quanto riguarda l’attrezzatura per equitazione nella sua totalità poi, se inutilizzata per lunghi periodi deve essere conservata con attenzione  e collocata in ambienti asciutti (l’umidità come abbiamo detto è fonte di degrado) e freschi (un ambiente caldo e troppo luminoso causa spesso danni irreparabili).

Le coperte infine possono essere lavate e conservate in appositi bauli per evitare sia la polvere che eventuali altri danneggiamenti causati dall’ambiente.

Per quanto riguarda infine i materiali dell’attrezzatura anche qui sono da scegliere materiali di qualità.

Naturalmente esistono numerosi materiali sintetici che possono e talvolta devono venire utilizzati per selle e finimenti: la plastica ed il vinile sono usati sovente perché abbassano notevolmente il costo finale delle bardature, tessuti di nylon e di lino sono invece adoperati perché sono molto robusti, si deteriorano difficilmente e in un’ultima analisi sono meno costosi rispetto ai materiali naturali.

Un’altra fibra naturale molto impiegata nelle bardature, ed in particolare nell’imbottitura delle selle, è il cascame di lana; se non è possibile acquistare un’imbottitura completamente in lana vergine bianca è consigliato che essa contenga quantomeno scarti di lana, per evitare di avere a che fare con materiali sintetici e molto spesso con selle di scarsa qualità.

Altri materiali di uso comune per la bardatura di un cavallo non provenienti da fonti naturali sono l’ottone (presente in staffe e ardiglioni di bassa qualità) e l’acciaio inossidabile (usato per le medesime bardature) che nonostante sia molto costoso non arrugginisce, dona lucentezza e al tempo stesso è inalterabile dalla condizioni atmosferiche e durevole nel tempo.


Lasciare solo il vostro cane

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Posted on : 13-04-2012 | By : addestrareuncane51 | In : Animali
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Alcune volte, sfortunatamente, una persona è costretta a far rimanere il suo animale domestico senza alcuna compagnia, nel peggiore dei casi anche per tanto tempo, e questo dispiace a tutti quei soggetti che hanno uno di questi animali. Questo stare soli crea nel cane dei comportamenti dannosi, come per esempio l’abbaiare spesso e forte, o danneggiare degli oggetti. Questi atteggiamenti, basandoci su uno studio, vengono osservati nel cane esattamente dopo della partenza del padrone, ma anche subito prima del suo ritorno, il ché fa immaginare che tutto quello che il cane compie in questa fascia di tempo sia a volte guidato da uno stato di ansietà dell’animale. Vediamo dunque unaddestramento cani utile per fare in modo che l’animale non stia in ansia durante la vostra assenza.

 

 

Uno sbaglio molto frequente che è compiuto dalla totalità dei padroni di un cane quando stanno per lasciare per molto tempo la loro casa è quello di recarsi dall’animale per renderlo più sicuro di sé. Ciò perché tantissimi padroni, quando partono per un viaggio molto lungo, è come se si aspettassero già che il proprio animale combinerà uno scempio una volta che loro saranno assenti, e dunque cercano di tranquillizzarlo. Questo è uno sbaglio perché l’animale, ovviamente, non capisce la vostra lingua, ma capirà la vostra mimica del viso, e vedendo la mimica del viso che starete utilizzando in quell’attimo, il cane si agiterà ancora di più.

 

 

Quando invece ritornerete nella vostra casa, solitamente c’è un momento di riunione contenta tra il cane e il suo padrone, anche se però questo attimo di ricongiungimento può essere davvero molto movimentato. Per questo, il padrone deve aspettarsi di ritrovare l’abitazione tutta in disordine, e la maggior parte dei possessori di un cane sgridano il loro cane per quello che ha combinato. Anche questo provvedimento è sbagliato, poiché tutto ciò che l’animale ha fatto è semplicemente frutto della sua natura, e quindi sgridarlo sarebbe come non dargli la possibilità di essere se stesso.

 

 

Cerchiamo di capire quali potrebbero essere dei suggerimenti importanti per comprendere addestrare un cane per calmarlo quando è solo in casa. Principalmente, per far abituare pian piano il vostro cane alla vostra assenza in casa per motivi come il lavoro, non dovete “parlare” con lui nella mezz’ora precedente alla vostra uscita. Per quanto bizzarro può essere, questo suggerimento vi aiuterà molto. Analogamente, al proprio ritorno, non dovrete dare attenzione alle feste che il cane vorrà farvi quando entrerete in casa, ma dovrete accarezzarlo e dargli dei premi solamente quando sarà calmo. Infine, non dovrete rimproverare l’animale per i classici atteggiamenti che egli tiene in vostra presenza, e dovete ripulire i danni solamente in assenza del cane. Se vi abbassate per pulire o aggiustare quache cosa, l’animale può intenderlo come un gioco e potrebbe facilmente addossarvisi!

 


Flavio Cattaneo: Terna Aria e Vento, nati quattro nuovi falchetti nel nido artificiale alla Sapienza

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Posted on : 12-04-2012 | By : TheEnergyNews | In : Animali
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Si chiamano Welby, Kit, Mitra e Vic. L’evento in diretta sul sito www.birdcam.it grazie alle webcam di Terna, guidata da Flavio Cattaneo.

Ogni lieto evento è un successo targato Terna. Dal sito www.birdcam.it infatti gli internauti italiani hanno dato l’annuncio della schiusa delle uova della coppia di falchi pellegrini Aria e Vento, i due uccelli che vivono da tempo nel nido artificiale realizzato da Terna sulla terrazza della Facoltà di Economia della Sapienza di Roma, nido che è monitorato 24 ore su 24 da una webcam e una “eggcam” in full HD dell’associazione scientifica Ornis italica.

I 4 falchetti sono nati tra lunedì 9 aprile e martedì 10 aprile: il primo, Welby, ha visto la luce nel primo pomeriggio del 9 aprile, intorno alle ore 13.40, dopo una cova durata una trentina di giorni, il secondo e il terzo sono nati poco dopo. Il quarto uovo si è invece schiuso la mattina di martedì. Nelle otto stagioni riproduttive dei falchi pellegrini solo in un’altra occasione si erano schiuse tutte e quattro le uova. Dal momento della schiusa, le immagini e il video dell’evento hanno fatto il giro del web e sono state ‘postate’ anche su YouTube.

Come detto, i falchi-genitori Aria e Vento nidificano ogni anno (sono stati i primi in tal senso a Roma) e queste ultime uova erano state deposte a inizio di marzo all’interno della cassetta-nido posta sul cornicione del palazzo. Una curiosità: sembra che la falchetta Ariane, nata lo scorso anno e tornata poi al nido, abbia portato il cibo ai nuovi nati per farli poi nutrire dalla madre Aria. I nuovi 4 si vanno ad aggiungere ai precedenti 17 nati dalla “prolifica” coppia Aria e Vento.

Le webcam puntate sui rapaci consentono da otto anni di osservare costantemente la loro vita privata all’interno della cassetta-nido. Gli utenti del web che si collegano al sito in occasione della nascita dei falchetti sono sempre più numerosi, tanto da far registrare un picco di visite che si prevede aumenti durante il periodo dell’allevamento. Gli appassionati potranno seguire successivamente l’inanellamento dei giovani falchi, a cura degli operatori dell’associazione Ornis Italica che avviene all’età di 15 giorni (quindi intorno al 25 di aprile).

Terna, oltre al nido sul tetto della facoltà di Economia, ha allestito sui tralicci elettrici nella campagna romana ma anche in Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Umbria, circa 550 cassette adatte alla nidificazione di diverse specie di uccelli, come ghiandaie marine, gheppi e falchi cuculi, da cui si involano, ogni anno, oltre 1.000 nuovi nati.

Fonte: Terna WebMagazine


Corso SIUA di Zooantropologia Diadattica a Bologna il 21 e 22 aprile

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Posted on : 10-04-2012 | By : seoareasenior | In : Animali
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L’agriturismo Arcadia di Bologna ospiterà nelle giornate del 21 e 22 aprile prossimi il corso per referente SIUA in Zooantropologia Didattica.

Il corso fornisce contenuti stabili e aggiornati sulla materia, sia in ambito teorico sia pratico, ed è finalizzato ad offrire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari a realizzare progetti didattici volti allo sviluppo e all’approfondimento della relazione tra uomo e animale.

La Zooantropologia Didattica aiuta infatti a sviluppare le capacità di apprendimento del singolo individuo, nonché a migliorare le capacità relazionali all’interno di un gruppo; viene assunta all’interno di percorsi formativi soprattutto con i ragazzi per favorire l’integrazione con la classe, aumentare la prosocialità e correggere atteggiamenti asociali in modo ludico e rassicurante.

L’importanza della Zooantropologia Didattica accresce mano a mano che le nuove generazioni subiscono il progressivo allontanamento dalla natura e in particolare dall’animalità; il totale distacco dell’essere umano dall’ambiente naturale, per altro auspicato dai nuovi modelli di urbanizzazione, in realtà provoca nel lungo tempo un malessere che si estende non solo a livello fisico (smog, inquinamento acustico e ambientale con tutte le conseguenze sulla salute) ma anche a livello psicologico.

L’ausilio della Zooantropologia Didattica all’interno dei processi educativi tradizionali assumerebbe dunque il significato di un tentativo di recuperare il prezioso legame con la natura, così da stimolare le proprietà comportamentali dell’individuo più sane e inclini alla relazione con l’altro.

Dall’osservazione del rapporto tra uomo e animale si è notato infatti che tale rapporto agisce efficacemente sul comportamento umano stimolando l’empatia, l’espressività, la corporeità e la comunicazione non verbale a favore della creatività, dell’atteggiamento di cura e della curiosità esplorativa, qualità fondamentali che se per l’animale costituiscono la sopravvivenza stessa della specie nell’uomo si stanno via via perdendo.

La SIUA promuove da sempre il recupero, o il mantenimento, del legame tra uomo e animale attraverso molteplici attività: didattiche, come i corsi specifici per referente in Zooantropologia Didattica; terapeutiche, come il corso per referente in Pet Therapy; cinofile, come il corso per addestratore cani e l’ addestramento del cane.


Vacanze in Italia. L’avventura nel Parco Nazionale della Sila.

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Posted on : 05-04-2012 | By : italiavacanze | In : Ambiente, Animali, Viaggi e Turismo
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Le zone che in Italia permettono di vivere delle vacanze per la famiglia sono molteplici, dislocate da Nord a Sud.

E’ proprio nel Sud Italia che un Parco Nazionale, quello della Sila in Calabria, offre opportunità per vivere una vacanza a contatto diretto con la natura, permettendo la conoscenza e l’osservazione di flora e fauna tipiche del luogo.

Questi tipi di vacanze per la famiglia, suscitano molto interesse, poiché tutti desiderano passare una vacanza all’insegna della tranquillità ma che non dimentichi i bisogni dei componenti più piccoli della famiglia.

La scelta dei percorsi/temi proposti per le vacanze con la famiglia, nel Parco Nazionale della Sila, è abbastanza variegata.

Si può scegliere una delle 9 riserve naturali biogenetiche, dove è possibile l’avvistamento dei cervi, lo studio e l’osservazione dei Giganti della Sila (piante secolari che raggiungono anche i 450 anni di età).

Oppure valida alternativa a queste visite per le vacanza per la famiglia, sono le escursioni a piedi, in mountain-bike, attività di birdwatching.

Ancora, si può scegliere di visitare i Musei Verdi, aree specializzate in educazione ambientale.

Il Parco Nazionale della Sila, non è solo natura. Infatti offre come parte integrante delle vacanze per le famiglie, le visite guidate ad un circuito di fattorie che portano i visitatori alla scoperta di cos’è la vita in fattoria, con la possibilità di prendere parte a dei laboratori didattici sulla mungitura, la caseificazione, la cucina e l’orto.

Ma le vacanze con la famiglia sono anche momenti di divertimento, oltre che di scoperta, e proprio per questi punti salienti sono stati creati i Parchi Avventura, che mettono a disposizione dei percorsi acrobatici di differenti gradi di difficoltà, che solitamente variano in base all’età e all’altezza dei partecipanti.


Il pesce fa bene

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Posted on : 29-03-2012 | By : lorenzo_bianchetti | In : Alimentazione, Animali, Cucina e Ricette
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Quando si parla di pesce azzurro non ci si riferisce ad una categoria unica, ma più che altro a un gruppo di pesci che sono accomunati dalle stesse caratteristiche, come la medesima colorazione; dimensioni e forme.

Anche le sardine e le alici/acciughe sono considerati azzurri per vie della loro colorazione, anche se questa è l’ unica caratteristica in comune con i pesci azzurri.

È un alimento eccezionale, con un carne davvero buona e saporita al palato

Come i grassi vegetali, quelli del pesce azzurro sono caratterizzati per il fatto che sono colmi di composti “insanturi”.

Infatti sono ricchi di Omega Tre, è un grasso di fondamentale importanza per il nostro corpo perché proteggono il nostro cuore aiutando la circolazione sanguinea e cervello prevenendo i rischi di malattia quali Alzheimer, l’ infarto e l’ aterosclerosi.

Tutti gli esperti consigliano la consumazione di pesce azzurro all’ incirca due volte nel corso della settimana sicché da appagare il fabbisogno minimo i tale grasso.

Tra gli altri minerali di cui è ricco si ricordano le vitamine B12,D,E che contribuiscono al rinnovo dei tessuti oganici; infine il pesce azzurro è un alimento ricco di fosforo, selenio e iodio