Sicurezza sul luogo di lavoro: Direttiva Comunitaria 94/9/CEE e aree a rischio di esplosione.

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Posted on : 22-02-2013 | By : Feam | In : Lavoro

Ogni società democraticamente evoluta ha il diritto e il dovere di implementare e garantire un sistema, in termini di sicurezza sul lavoro, sempre più avanzato e sviluppato.

Ciò che concerne la prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali, e più in generale il problema della sicurezza, è da sempre ritenuto un problema considerevole.

Il legislatore in tal senso ha introdotto principi di tutela innovativi recependo le direttive comunitarie in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

I riferimenti vogliono evidenziare la pericolosità di alcune aree, pertanto la Direttiva Comunitaria 94/9/CEE identifica le zone pericolose e i tipi costruttivi degli apparecchi adatti ad essere installati in queste zone classificate in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive.

Da qui ha origine la sigla ATEX (ATmosphères ed EXplosibles) che è il nome convenzionale della Direttiva 94/9/CE dell’Unione Europea per la regolamentazione di apparecchiature destinate all’impiego in zone a rischio di esplosione:

 

- Zona 0 Pericolo costante: area in cui è presente in modo permanente un’atmosfera esplosiva composta da una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia;

- Zona 1 Pericolo potenziale: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia, è probabile che avvenga saltuariamente o di rado;

- Zona 2 Pericolo minore : area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora, si verifichi, sia unicamente di breve durata;

- Zona 20 Pericolo costante: area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria;

- Zona 21 Pericolo potenziale: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività;

 

 

- Zona 22 Pericolo minore : area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di polvere combustibile o, qualora, si verifichi, sia unicamente di breve durata.

 

Il pericolo di esplosioni dovute a polveri combustibili riguarda molteplici categorie di aziende, da quelle alimentari a quelle chimiche, dalle metallurgiche alle industrie della lavorazione del legno.

Diventa necessaria la classificazione dei luoghi e la scelta delle installazioni, per far sì che gli impianti elettrici abbiano quelle caratteristiche tipiche adatte a renderli sicuri e funzionali in specifiche atmosfere.

In questo contesto e ottemperando a tutte le normative, italiane e comunitarie, previste, nonché a tutti gli standard di qualità imposti che si distingue la produzione di impianti elettrici antideflagranti di Feam srl, che dal 1961 produce queste apparecchiature soprattutto per il settore petrolchimico e farmaceutico.

La grande professionalità e competenza hanno portato Feam Srl ad essere leader nel mercato europeo, nord africano e nei paesi orientali.

La lunga esperienza accumulata si fonde alla flessibilità: l’azienda è in grado di creare soluzioni specifiche per ogni particolare esigenza produttiva del cliente.


Come aprire un negozio di telefonia

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Posted on : 18-02-2013 | By : giorgiaminozzi | In : Attualità e notizie, Economia, Lavoro

Fino a qualche anno fa il mercato della telefonia sembrava finalmente destinato ad essere integrato completamente nei circuiti della distribuzione organizzata, ovvero i grandi centri commerciali, che si pensava avrebbero spazzato via i titolari dei piccoli negozi di telefonia. In realtà ad oggi l’offerta sempre più complessa e articolata di cellulari e in generale di prodotti telefonici ha indotto nel cliente un interesse maggiore per la ricerca di un servizio sempre più professionale e qualificato.

I clienti insomma non vogliono solo comprare un telefono ma essere guidati nell’acquisto per trovare il prodotto più adatto alle proprie necessità; proprio per questo motivo ad oggi si rendono ancora indispensabili i piccoli negozi di telefonia in grado di consigliare il cliente e operare con grande competenza e professionalità. Non è un caso quindi che i piccoli negozi abbiano in questo settore un continuo successo e, nonostante il grande boom di nuove attività, ancora oggi esistono buone opportunità per chi fosse interessato ad avviare un attività del genere. Vendere cellulari, schede prepagate, cordless e servizi aggiuntivi è un’attività con ottime possibilità di guadagno. Inoltre bisogna considerare che gli investimenti per l’apertura di questi negozi sono relativamente bassi. In particolare se il negozio è di dimensioni medio-piccole, servono poche migliaia di euro per coprire gli investimenti iniziali quali ad esempio la ristrutturazione dell’immobile, l’approvvigionamento delle merci e le spese per la consulenza fiscale . Bisogna considerare poi che anche i costi di gestione dell’attività sono abbastanza contenuti; in particolare nel caso di piccole attività il negozio può essere addirittura gestito da un paio di persone e, se il locale è di dimensione contenute l’affitto sarà facilmente sostenibile.

Inoltre un valida alternativa per l’avvio di questa attività consiste nell’affiliazione a grandi catene di franchising. I franchisor offrono normalmente ai propri affiliati la formazione professionale, la progettazione degli spazi e naturalmente l’assistenza continuativa. L’importante in questi casi è di aderire esclusivamente a catene di franchising serie ed affidabili.

 

 


NUOVE PROFESSIONI: Corso per Tecnico degli Apparecchi Biomedicali

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Posted on : 07-02-2013 | By : Quec | In : Lavoro, Medicina, Scienza e Tecnologia

Le apparecchiature di diagnosi, terapia e riabilitazione, hanno raggiunto una grande diffusione all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private. Esse costituiscono un parco tecno-logico di notevole valore economico, caratterizzato da un forte tasso di innovazione e da una complessità e molteplicità di funzioni, che richiedono appropriate competenze tecniche e organizzative per adeguare l’utilizzazione all’entità degli investimenti e alle necessità della collettività.

Proprio per rispondere a queste esigenze Quality Evolution Consulting organizza  la seconda edizione del Corso di Specializzazione per Tecnici degli Apparecchi Medicali.

Il tecnico delle apparecchiature medicali è nuova figura professionale sempre più richiesta presso le strutture sanitarie sia pubbliche che private; egli è diventato in poco tempo una persona indispensabile che si interfaccia con il direttore del servizio tecnico o dell’ingegneria clinica dove presente.

Si occupa di apparecchiature biomedicali sin dalla loro introduzione nel presidio fino alla fase finale di presmaltimento;  ne cura la manutenzione, la riparazione, il collaudo e tutti gli aspetti amministrativi legati  alle stesse.

Il corso, 300 ore di formazione partirà dal mese di maggio a Lucca.

La preparazione professionale del Elettromedicale si completa con STAGE AZIENDALE presso le strutture che hanno già stipulato convenzioni con Quality Evolution Consulting e che hanno collaborato all’individuazione degli obiettivi del corso.

La figura professionale in uscita sarà in grado di inserirsi nelle realtà operative, produttive e gestionali del settore (global service, industrie di progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi elettromedicali o di apparecchiature e software riguardanti i sistemi medicali).

Potrà operare inoltre presso aziende farmaceutiche o biomediche e presso le aziende ospedaliere pubbliche e private come tecnico per la gestione e la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali.

 

Visita la pagina del corso

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Quality Evolution Consulting – Quec S.r.l.

Via Pesciatina 878, 55012 Gragnano Capannori (LU)

C.F. e P.IVA n. 01969070463

Quec srl è Agenzia Formativa Accreditata dalla Regione Toscana

Site: www.quec.net – http://www.facebook.com/agenzia.quec

 

 


Le tecniche di intervista

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Posted on : 07-02-2013 | By : federicatasso | In : Lavoro

L’intervista è uno strumento chiave dell’attività di Internal Auditing. Si insegna e si simula nei corsi, in realtà si impara davvero solo con la pratica. Ecco alcuni dei suoi segreti, svelati da un esperto del settore.

La capacità di gestire un’intervista è probabilmente la competenza più importante nel bagaglio di conoscenze di un Internal Auditor. La formazione in aula è essenziale, anche se, inevitabilmente, nessuna simulazione di intervista in un case study potrà mai sostituire il caso reale. È per questo che, le prime volte, ci si limita ad accompagnare un collega più esperto, cercando di apprendere come una spugna i trucchi del mestiere. Poi si va da soli, timidi e insicuri dapprima, più certi e decisi poi, senza mai sapere in verità se si sono sviluppate adeguate competenze. L’esperienza è tutto ma, paradossalmente, quando si arriverà a essere veramente preparati e a proprio agio nelle interviste, si passerà probabilmente la palla a qualcun altro e il nostro ruolo diventerà supervisionare il lavoro altrui. Ecco perché un articolo dedicato alle tecniche di intervista non fa mai male, neppure agli esperti del mestiere. Se non altro per essere in grado di dare buoni consigli e ottimi spunti a chi invece deve ancora maturare appieno.

Articolo tratto da “Internal Audit”, numero 56 pp.4-7 scritto da Vittorio Gennaro, Partner Operari srl

Per approfondire l’argomento clicca sul link:

http://www.operari.it/cms/le-tecniche-di-intervista/menu-id-600066.html


Come trovare lavoro nella Finanza

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Posted on : 05-02-2013 | By : giorgiaminozzi | In : Lavoro

Nonostante la crisi rischi di scoraggiare quanti sono alla ricerca di un impiego dopo la laurea, è proprio in questi momenti che occorre tenere alta la motivazione e impegnarsi ancora di più per battere la concorrenza. Anche in un campo come quello della finanza – tradizionalmente il più remunerativo e prestigioso – si cominciano a notare delle difficoltà per i giovani, ma questo settore resta comunque uno dei migliori su cui investire per un futuro meno incerto.

Per lo stesso motivo, le lauree in discipline economiche sembrano ancora reggere bene all’urto della crisi: chi si laurea in Economia ha molte più possibilità di trovare lavoro di chi si laurea in altre materie, scientifiche o umanistiche.

Vediamo però alcuni buoni consigli per trovare lavoro nel mondo della finanza.

  1. Laurearsi presto e bene: è facile a dirsi, molto più difficile a farsi, eppure rispettare i tempi di laurea e uscire con un buon voto ha assunto oggi un’importanza ancora maggiore che in passato. Mano a mano che le opportunità di lavoro si riducono – infatti – bisogna alzare gli standard per stare al passo con la concorrenza. L’Italia non è ancora un paese in cui i giovani subiscono la concorrenza di brillanti laureati stranieri; accade semmai il contrario: a causa del lavoro scarso, si verifica un’incessante fuga di cervelli dall’Italia verso altri paesi stranieri. Eppure, anche così, per chi resta è molto difficile trovare un lavoro che soddisfi le aspettative e ripaghi dai lunghi anni di studio e sacrifici. Per questo motivo è così importante uscire presto dall’Università e cominciare subito a cercare lavoro, senza perdere tempo. Nessuno si può più permettere di “invecchiare” all’Università, e anche se la laurea è una laurea in materie finanziarie, occorre terminare senza andare fuori corso;
  2. Specializzarsi: oggi che alle aziende conviene sempre meno assumere personale da formare, a chi cerca lavoro conviene presentarsi alle aziende già formato. Dopo una laurea triennale dal taglio più generico, occorre quindi scegliere una Laurea specialistica che sia fortemente orientata al settore della Finanza e del controllo di gestione. E anche dopo la laurea specialistica, si può selezionare un Master in finanza o un Master Amministrazione Finanza e Controllo che consenta di dare un taglio ancora più specialistico al percorso di studi. La scelta del master, peraltro, la può fare anche chi non proviene dalla Facoltà di Economia ma desidera ugualmente trovare lavoro nel campo della Finanza o delle Banche. Il settore dell’analisi finanziaria, degli investimenti, del controllo di gestione o dell’amministrazione è molto indicato anche per i laureati in materie statistiche (tanto che esistono corsi di laurea in matematica o statistica finanziaria), in ingegneria gestionale o in discipline giuridiche. Questi laureati, però, devono necessariamente conseguire un titolo aggiuntivo o una specializzazione mirata; ecco perché un master in materie finanziarie può essere davvero una scelta oculata;
  3. Imparare bene l’inglese: inutile scrivere ciò che è scontato, ma la finanza si muove fuori dai confini nazionali e non parla italiano. Chi ha intenzione di lavorare nel settore della finanza o degli investimenti bancari ha bisogno di conoscere l’inglese alla perfezione. Se poi conosce anche un’altra lingua “egemone” in campo finanziario (nel futuro questa lingua sarà probabilmente il cinese), ancora meglio;
  4. Al di là dei titoli, per lavorare nel settore della finanza contano moltissimo anche le capacità individuali come la flessibilità, l’intuito, la predisposizione all’attuazione di piani operativi strategici, la disponibilità a viaggiare e a muoversi, la capacità di collaborare con il gruppo.

MrHelp, il 1° Franchising Italiano nei Servizi di Manutenzione e Riparazione

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Posted on : 05-02-2013 | By : mrhelp | In : Altre, Economia, Lavoro, Recensioni sito

In un suo film Woody Allen diceva : Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante i weekend.
E provate anche a perdere le chiavi di casa vostra e a cercare un fabbro per aprirla o a riparare un corto circuito mentre siete al buio e il congelatore rende inservibili le vostre riserve..
Trovare un artigiano nei momenti di emergenza sembra una impresa impossibile.
Ma lo è altrettanto capire se ci troviamo di fronte la persona giusta, con le dovute competenze e che ci farà pagare la giusta tariffa.
MrHelp è una idea imprenditoriale nata a Napoli da un gruppo di ingegneri che hanno svolto la maggior parte della loro attività nel settore edilizio, venendo quindi a contatto con quasi tutta la classe di artigiani , apprezzando le loro capacità e identificando le criticità della loro professione e le richieste del mercato dei clienti.
Ne è nato quindi un brand distintivo che raccoglie sotto la sua denominazione artigiani che soddisfano una griglia di requisiti molto stretta , in grado di porre il cliente finale al primo posto, di risolvere velocemente e con competenza le emergenze, impegnandosi a rispettare un codice etico e un prezziario di riferimento.
Con un suo posizionamento sul web ( http://www.mrhelp.it ) e sui maggiori social network, MrHelp consente a chiunque abbia bisogno di un intervento di riparazione o manutenzione di avere a disposizione un Numero Verde Unico 800129769 per richiedere l’intervento di un Artigiano in pochissimo tempo.
Quindi basterà una telefonata ad un solo Numero verde Gratuito per avere a casa propria in poco tempo l’artigiano giusto.
MrHelp inoltre ha stipulato convenzioni con banche e finanziarie per agevolare il pagamento di alcuni tipo di lavoro e dedicato una area particolare agli anziani e ai disabili a tariffe ridotte.
Il progetto di espansione prevede l’apertura di botteghe MrHelp che avranno un layout minimalista che rivoluzioni l’immagine che ciascuno di noi ha della vecchia bottega, conferendogli una immagine nuova in linea con i moderni bisogni del mercato della manutenzione proponendosi come punto di riferimento per tutti quei servizi associabili alle attività artigianali; computi metrici estimativi, certificazioni energetiche, certificazioni di conformità, attività catastali, progettazioni con render foto realistici, etc.


Logistica magazzino facile da gestire con RFID

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Posted on : 25-01-2013 | By : serenapp | In : Lavoro

Nel settore della logistica industriale c’è in particolare un tipo di tecnologia che ha preso concretamente piede negli ultimi anni, anche se la sua invenzione risale invece a qualche decennio fa, e precisamente alla Seconda Guerra Mondiale: la tecnologia RFID.

La tecnologia di identificazione a radio frequenza (Radio Frequency IDentification) è utilizzata principalmente per la memorizzazione automatica degli oggetti, animali o persone e si basa sulla capacità di piccoli dispositivi elettronici (tag o transponder) di memorizzare dati e renderli poi disponibili ai lettori, che possono essere apparati fissi o portatili.

Il fatto che questi dispositivi possano fungere da veri e propri sistemi di lettura e scrittura a distanza e assolutamente wireless li ha resi ideali per l’utilizzo nei sistemi doganali, targhe elettroniche, monitoraggio delle prestazioni dei veicoli e successivamente nel settore industriale, medico, e-Government, commercio e logistica magazzino, nel settore manifatturiero, metalmeccanico, domotico ecc.

L’importanza della tecnologia RFID è riconosciuta a livello globale, tanto che in base alle sue potenzialità di applicazione essa è considerata una tecnologia general purpose (come l’elettricità, i computer, la ruota ecc.) ed è inoltre una tecnologia che presenta un alto livello di pervasività, cioè una volta trovata una loro applicazione all’interno della filiera, i benefici che crea si propagano velocemente a tutta la filiera; se si considera anche la rapida integrazione di questa tecnologia con la tecnologia dell’informatica, si arriva addirittura ad uno scenario globale di interconnessione di dati in un’unica grande rete.

Un sistema RFID è costituito da tre elementi fondamentali, ovvero un apparecchio di lettura e/o scrittura, una o più etichette RFID (o Tag o Transponder) e un sistema informativo di gestione dei dati per il trasferimento dati dai lettori e verso i lettori. Esistono inoltre quattro tipi di etichette RFID: il primo tipo è denominato attivo, e dispone di una batteria per la ricarica, una o più antenne per inviare e ricevere i segnali anche su radio frequenze diverse, uno o più transponder/tag RFID che contengono sensori ed hanno distanze operative che arrivano in genere massimo a 200m. L’etichetta RFID passiva invece contiene solo un microchip (con identificativo univoco ed a volte memoria) che non ha alimentazione elettrica, un’antenna ed un materiale detto “substrato” che viene “eccitato, alimentato e/o scritto” nel momento in cui passa un lettore che emette un segnale radio a frequenze basse o medie o di alcuni gigahertz. La semi-passiva è dotata di batteria che alimenta solo il microchip o apparati ausiliari (sensori) ma non per alimentare un trasmettitore, dato che in trasmissione si comportano come un’etichetta passiva. Esiste poi la semi-attiva che è dotata di batteria che alimenta il chip ed il trasmettitore ma per una questione di risparmio energetico l’etichetta RFID è disattivata e viene attivata solo all’occorrenza tramite un ricevitore con tecnologia dei tag passivi, permette quindi di operare per tempi lunghi.

Nel settore della logistica magazzino, la tecnologia RFID presenta alcuni vantaggi rispetto alla tecnologia dei codici a barre: in primis non si necessità del contatto per la lettura delle bande magnetiche e non è necessario nemmeno che l’etichetta sia visibile; e possibile inoltre aggiungere informazioni sui chip in funzione della tipologia di chip: per i Read Only è possibile solo leggere le informazioni, nei Write Once, Read Many è possibile scrivere le informazioni nei chip una sola volta, ma leggerle più volte, nei Read and Write invece è possibile sia leggere che scrivere delle informazioni illimitatamente. L’identificazione e la verifica possono essere fatti in 1/10 di secondo e la comunicazione può essere in chiaro o cifrata.

Serena Rigato
Prima Posizione Srl
Web Marketing Agency


Terrazzini & Partners presenta i nuovi incentivi INAIL per la sicurezza sul lavoro

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Posted on : 22-01-2013 | By : pivari | In : Lavoro

Terrazzini & Partners illustra la nuova iniziativa che incentiva le aziende a investire per migliorare la sicurezza sul lavoro dei propri dipendenti. Ecco tutte le novità a riguardo.

terrazziniMilano, 21 gennaio 2013Terrazzini & Partners, studio di consulenti del lavoro con sedi a Milano, Lodi e Vigevano, pubblica sul proprio sito web, online all’indirizzo www.terrazzini.it, una circolare comprendente le novità sugli incentivi INAIL destinati alle aziende che presentino progetti finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro.

L’Avviso pubblico 2012, in attuazione dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 81 / 2008, mostra nel dettaglio l’entità degli incentivi e quali sono i requisiti per poterli richiedere. Il miglioramento dei dispositivi di sicurezza di un ambiente di lavoro deve anzitutto avvenire sulla base di interventi documentati e in comparazione con le preesistenti condizioni. Gli incentivi riguardano la presentazione di progetti di investimento o di progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. I soggetti destinatari degli incentivi sono aziende e imprese iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura.

I budget, erogabili su base regionale, possono essere richiesti se l’unità produttiva per la quale si richiede l’incentivo opera nella stessa regione alla quale viene indirizzata la domanda; se l’azienda è iscritta al Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese Artigiane; se non si trova in stato di liquidazione volontaria; se è in regola con gli obblighi contributivi; se non ha richiesto altri finanziamenti pubblici per lo stesso progetto.

L’incentivo può essere utilizzato per coprire sia le spese di attuazione del progetto, sia quelle accessorie ma funzionali alla realizzazione dello stesso. Il contributo massimo erogabile è di 100.000 euro, il minimo di 5.000, e può corrispondere al 50% del capitale necessario all’esecuzione del progetto.

Le aziende interessate potranno presentare la propria domanda attraverso il sito web dell’INAIL, www.inail.it, presentando una domanda per ciascun progetto.

Per conoscere nel dettaglio tutte le informazioni e le modalità di richiesta degli incentivi, si consiglia di consultare il sito web di Terrazzini & Partners alla voce “circolari”.

Terrazzini & Partners


Nasce Boraso.com Academy, la scuola del fare marketing in un mondo nuovo

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Posted on : 22-01-2013 | By : Boraso.com Academy | In : Formazione, Internet, Lavoro, web 3.0, Web Marketing

Inizieranno a Marzo i corsi organizzati da Boraso.com, rivolti a imprenditori, manager, impiegati e consulenti che vogliono scoprire le potenzialità di internet e che vogliono apprendere gli strumenti necessari a cogliere i nuovi strumenti dell’innovazione digitale e le informazioni pratiche per imparare i nuovi modelli di web marketing, di comunicazione e del fare impresa in un mondo nuovo.
La Boraso.com Academy nasce proprio per questo, – afferma Massimo Boraso, fondatore e CEO Boraso.com – per colmare questo gap culturale e fornire alle Aziende italiane una formazione al top per affrontare le nuove sfide della comunicazione digitale.”
Tutti i docenti dei corsi sono esperti specialisti in Boraso.com e consulenti senior con alle spalle un fortissimo know-how di esperienza, non solo teorica ma sul campo presso aziende top italiane, per offrire una formazione pratica di altissimo profilo.
La prima stagione dei corsi si svolgerà presso gli uffici di Boraso.com di Occhiobello, in una posizione strategica lungo l’autostrada che collega Padova, Rovigo, Ferrara e Bologna.
Tutti i corsi sono divisi in tre macroaree principali: web marketing, comunicazione e imprenditoria. Tra i primi corsi in programma, corso di web marketing, per ottenere il massimo da internet, un corso di comunicazione per le piccole e medie imprese, per imparare ad utilizzare strumenti di comunicazione innovativi e ottimizzare le risorse, e un corso di comunicazione per il web, per conoscere e sfruttare al meglio le potenzialità 2.0.
Un programma molto vasto di corsi, che permetteranno a tutti i partecipanti di acquisire informazioni e insegnamenti pratici, da portare nella propria azienda per farla crescere e per creare opportunità di business, fidelizzando e acquisendo nuovi clienti. Come afferma Claudio Gagliardini, uno dei relatori dei corsi di web marketing “Chi pensa che i social media siano canali per ragazzini, non ne ha comprese le dinamiche né l’impatto”.

Maggiori informazioni:
Boraso.com academy
via Eridania 133/D, Occhiobello (Rovigo)
0425760320 – academy@boraso.com


Le nuove professioni del web 2.0

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Posted on : 09-01-2013 | By : giorgiaminozzi | In : Attualità e notizie, Computer, Internet, Lavoro

Il web, come si sa, ha rivoluzionato nel giro di pochissimi anni le nostre vite. Sono migliaia anche, Italia, coloro che hanno deciso di mettersi in proprio e guadagnare grazie al web ad esempio sfruttando piattaforma di Google oppure altre alternative adsense. Anche nel mercato del lavoro le innovazioni apportate da internet hanno completamente stravolto le strategie di successo delle imprese con un forte impatto anche dal punto di vista delle competenze professionali. Negli ultimi anni infatti sono nati nuovi profili professionali in grado di rispondere alle esigenze dettate dal nuovo mercato del web 2.0. Vediamo di seguito quali sono le professioni del web 2.0 che si stanno diffondendo all’interno delle medie e grandi aziende.

  • Web marketing manager. Solitamente si tratta di una figura professionale inserita nel settore marketing e comunicazione e si occupa di coordinare la strategia di presenza online dell’azienda. Il suo compito principale è di scegliere i giusti canali di visibilità attraverso cui promuovere l’identità aziendale sul web. Il web marketing manager si occupa ad esempio dell’analisi del contesto competitivo e della gestione di campagne di web marketing e si interfaccia spesso con le concessionarie pubblicitarie online;
  • Web designer. Progetta e realizza l’immagine e in generale l’identità visiva del sito aziendale coerentemente con gli obiettivi e la mission stabiliti. Il suo compito è quindi quello definire le strategie di restyling del sito in collaborazione con altri membri del settore content;
  • Community manager. Si tratta di uno dei mestieri più richiesti del momento. Il suo compito è di seguire la gestione delle comunità virtuali perlopiù sui social network. I suo compiti principali sono di moderare le community e monitorare le discussioni e le attività dei membri che le compongono. Naturalmente il community manager deve sapere gestire autonomamente gli strumenti del web 2.0 quali ad esempio blog, chat, forum e avere una passione sfrenata per la comunicazione online;
  • Content manager. Il suo ruolo avrà in futuro un importanza crescente. Il suo compito è di garantire lo sviluppo di contenuti sempre interessanti e freschi. I requisiti per svolgere questo lavoro sono la conoscenza dell’inglese, una capacità di scrittura impeccabile e delle solide conoscenza di web marketing.