Come riconquistare la ex: essere lasciato

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Posted on : 19-04-2012 | By : seduzioneattrazione | In : Incontri


Gli esperti di scienze e relazioni umane ci confermano che una delle situazione peggiori che il partner maschile si trovi a dover affrontare è l’essere lasciato.

Ora, non c’è un criterio oggettivo ed assoluto per misurare quanto si stia male, ma è ragionevole ritenere che nella media delle esperienze umane, l’essere lasciato sia la peggior esperienza che il partner maschile, ma anche quello femminile, possa ritrovarsi a vivere. E se l’hai vissuto non avrai dubbi a riguardo.

Sul perché le cose stiano così, si può scomodare la psicologia, la sociologia e si possono organizzare tavole rotonde, congressi e dibattiti socio-culturali.

Rimane però il fatto che se sei stato lasciato e desideri riconquistare la tua ex ed è molto probabile che vorrai farlo il prima possibile. Giusto o sbagliato che sia.

Anzi, non potrà che sembrarti giusto darti da fare fin da subito, dimostrarle immediatamente tutto ciò che vuoi dimostrarle.

Alcune esperienze sembrano indicare che se c’è una mossa sbagliata, soprattutto perché controproducente, di regola è proprio questa.

La logica del cercare di riconquistare la ex il prima possibile sembra infatti avere un solo nome: la premura. La premura e l’ansia non hanno nulla a che vedere con la logica. E per dirla con le parole di un vecchio adagio sono anche delle pessime consigliere.

L’adagio è vecchio, ma il senso sembra ancora attuale. Osservazioni provenienti da professionisti delle relazioni umane da una parte non spiegano perché la premura e l’ansia siano cattive consigliere, dall’altra spiegano perché almeno nel caso di una relazione che venga chiusa da una sola delle parti, l’attendere sia sempre la miglior mossa possibile. Non solo, indicano anche quanto attendere e perché.

È evidente che il perché una storia finisca siano i più svariati; se inoltre una storia non è finita di comune accordo, come succede quando uno dei due lascia l’altro, le ragioni dell’uno certamente non coincidono con quelli del partner.

Ma non è questo l’importante. L’importante è che esiste, indipendentemente dal motivo per cui la storia è terminata, un periodo di due settimane che inizia quando le due persone della coppia si separano fisicamente o da quando cessano di incontrarsi, passato il quale gli aspetti di attrito, di rabbia, dolore, fastidio, in una parola gli aspetti negativi, decadono.

Da soli, senza che nessuno debba fare nulla; sono come i ricordi che svaniscono, ed i ricordi brutti svaniscono prima di quelli belli.

Non essendo più oggettivamente, concretamente e fisicamente esposti l’uno all’altro i due partner della coppia, cessano di accendere l’uno nell’altro le reazioni negative.

Nello specifico, non accendendo più le reazioni negative nel partner che ha lasciato – nel quale quindi per definizione tali aspetti negativi dovevano aver superato dei limiti personali di tolleranza – quest’ultimo viene a trovarsi spiazzato rispetto a quando, quindici giorni prima, era così presumibilmente carico di tali reazioni negative da aver deciso, di fare il grande passo e abbandonare il suo ormai ex.

Dunque, se ritenete di far tesoro di queste evidenze degli studiosi, se vi ponete la solita domanda “la chiamo o non la chiamo”, per i primi quindici giorni dovreste avere la risposta: non la chiamo.

In quei quindici giorni lasciate che il ricordo si affievolisca. Dovete, tener conto che il clima favorevole che si crea in quei quindici giorni, non è un clima di pace assoluta e che i vecchi attriti ci mettono molto poco a riemergere.

Se volete che le cose vadano a finire diversamente, se cioè non volete correre il rischio di faticare, lottare, penare e brigare per un incontro nel quale vi giocherete il tornare insieme e non volete correre il rischio di essere piantati nuovamente dopo pochi giorni o settimane, c’è una cosa che dovete iniziare a fare un minuto dopo che siete stati lasciati.

Sempre che tu lo voglia realmente, scopri come riconquistare la tua ex, cambia qualcosa del vostro modo di fare.

Le prima cosa che potete e dovete modificare sono alcune delle parole che usate solitamente, parole che avete utilizzato più volte nelle discussioni accese, nei momenti di tensione e nei litigi. Alcune di quelle parole sono speciali, sono riservate solo a quelle occasioni e voi le avete usate solo in quelle occasioni e lei le ha ascoltate solo in quelle occasioni.

Potrebbe essere anche una sola parola, un piccolo aggettivo, qualcosa che avete bofonchiato. Ne basta una. Non occorrono dieci micce per far scoppiare una bomba. Ne basta una. Ed alcune di quelle parole – che siano verbi avverbi od aggettivi – possono agire sulla vostra ex come delle micce che fanno scoppiare una bomba. Le richiamano una discussione, una tensione, un litigio, un vostro errore. Ed è la fine.

L’intera catena delle negatività viene richiamata, è di nuovo lì e tu sei di nuovo messo male, ma molto male.

Una sola di quelle parole rischia di rovinare irrimediabilmente un appuntamento di riconciliazione fino a quel momento perfetto.

La difficoltà è immaginarsi di scatenare una simile reazione con una sola parola, ma se ci pensate, troverete facilmente delle parole che lei ha detto che sono capaci di farvi innervosire molto rapidamente e lei non è certo diversa da voi.

Sia chiaro che non è tutto qui. Ma evitare di far saltare tutto per una parola sbagliata non è poco. Se poi avete fatto esperienza dei potenziali effetti devastanti di una sola parola sbagliata sono certo che otterrete dei grandi frutti da questa piccola indicazione e se c’è in ballo una riconciliazione con la vostra ex, avete il dovere di impegnarvi al massimo.

Per impegnarvi al massimo, c’è un’altra indicazione che può essere di grande aiuto.

È mutuata dalla comunicazione non-verbale. I nostri gesti, la posizione del nostro corpo possono agire come micce.

In questo caso è praticamente impossibile elencare tutte le possibilità infauste che si possono verificare. A fronte degli infiniti modi di fare una mossa sbagliata e di ripeterla, possiamo sfruttare un elemento: anche il corpo ricorda.

Provate a ricordare mentalmente una discussione o una situazione di rottura e tentate di viverla nuovamente, nella vostra mente. A quel punto potreste ritrovarvi col corpo che accenna a ripetere gli stessi movimenti di allora, gli stessi gesti; allora fermatevi e prestate loro attenzione.

Cercate di ripeterli volontariamente e poi ripetete dentro di voi lo stato d’animo mentre all’esterno cambiate il gesto.

Ripetetelo finché a quel vecchio stato d’animo si è associato un gesto nuovo e diverso.

 

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